Un vecchio trialista ed una vecchia passione
Domenica 26, appuntamento alle 8.15 da Peo.
La moto c’è, l’entusiasmo anche… Un’uscita per mulattiere tra amici (i motociclisti sono tutti amici anche se non si conoscono per nome), due bottiglie da 2 litri piene di benzina nello zaino e un vecchio casco con la fodera interna che mi scende a coprire gi occhi ad ogni sobbalzo.
Unico neo : non salgo su di una moto da Trial da 18 anni, secondo neo : tutti gli altri hanno moto da Enduro. Ok i "nei" sarebbero di più, e sono soprattutto legati alla mia forma fisica e alla mia tecnica ma preferisco sorvolare…
Mi piace citare la scena finale di "Blade Runner". Ho visto motociclisti con la motosega nello zaino, ed altri con un braccio rotto da poco buttarsi giù per i canaloni sopra Ospedaletti. E tutti questi momenti andranno persi come lacrime nella pioggia..
Si perchè ho dimenticato di portare la macchina fotografica !, del resto non avrei avuto neppure il tempo di tirarla fuori, visto che ogni secondo a "moto ferma" l’ho passato a recuperare il fiato (respirando tutto il monossido di carbonio di quelli davanti oltre che della mia moto). Tutti bravi, tutti veloci (non che li abbia visti molto per la verità visto che ero sempre dietro).
Io con la mia motina da Trial in mezzo a questo gruppo di bravissimi Enduristi assatanati super accessoriati-iperpotenziati mi sentivo un pò come uno che si presenta con gli "infradito" ad una cena di gala. Sono però rimasto molto colpito dal fatto che io non sia caduto, non mi sia fatto male e non abbia distrutto la moto…
Come sempre succede in questi casi nel maggiore momento di difficoltà sono tutti insieme a guardarti… Il momento di difficoltà c’è stato eccome.., il discesone da qualche parte su qualche montagna dell’entroterra ligure mi ha colto in un momento di affanno "titanico" dovuto al tentativo estenuante di far ripartire quella "piccola puttana" che si era ingolfata nel momento peggiore e nel modo peggiore..
Il discesone in questione mi ha trovato stremato, dolorante, senza fiato e con tutti i sopra citati Enduristi raggruppati in mia attesa a guardarmi che scendevo portando la moto per il manubrio come si fa con il carrello del supermercato. Poichè nessuno mi ha visto nè prima nè dopo questo spiacevole episodio, posso affermare con decisione che quello è stato il mio momento peggiore e nel corso della mattinata ho avuto momenti "stilistici" degni di Adam Raga. Ora che l’amor proprio è salvo confesso di essermi divertito come un pazzo, e anche se ho un pò di dolore alle braccia spero di unirmi di nuovo a voi la prossima settimana.
Naturalmente se mi vorrete ancora…
L’ultimo anno in cui usai la mia moto da Trial il campione del mondo di questa specialità era spagnolo, un certo Jordi Tarres. Sto parlando del 1988.. , periodo in cui gli eroi di questo assurdo e magico sport motociclistico, erano Thierry Michaud, Eddy Lejeune, Steve Saunders,gli italiani Diego Bosis, Donato Miglio e moltissimi altri.
Il Trial è l’unico sport motociclistico che ti consente di stare vicino al campione del mondo mentre è in gara, si perchè nelle gare di Trial "outdoor" il pubblico è assiepato ai lati della fettuccia che delimita il percorso, e quando il pilota passa (a velocità moderata come spesso succede nel Trial) o si ferma a studiare la zona, il pubblico sente il suo respiro, l’odore dello scarico della moto e a volte anche quache imprecazione…
Nessun altro sport motoristico regala questa possibilità.
Era il 1988 e in quell’anno misi la mia vecchia Aprilia Climber in cantina e (anche se ho cambiato da allora molte case, città e cantine) la mia vecchia amante mi ha sempre seguito, e con lei la mia "mai sopita" grande passione per il Trial.
Come succede a noi quarantenni perennemente nostalgici l’idea di saltare in sella di nuovo per fare qualche "mulattiera" è sempre stata presente, ed appena se n’è presentata l’occasione la magìa si è avverata…
Il problema principale, neanche a dirlo, sono i diciotto anni in più "sulla gobba" e la totale assenza di allenamento che causa problemi di conflitto tra ciò che vorresti fare con la moto "ok, adesso devo alzare l’anteriore e piegare a destra" e le braccia che dopo una sola ora non hanno più la forza di tradurre in pratica ciò che hai pensato (l’anteriore non si alza perchè sembra pesare 200 kili e non riesci a piegare a destra, anzi la moto va dalla parte opposta…).
Nel complesso però sono contento della mia uscita Trialistica che mi ha fatto riassaporare il grande miscuglio di sensazioni che si provano facendo fuoristrada "estremo" (..o almeno così mi è sembrato) e cioè : entusiasmo, dolore, paura, caldo, gioia, fatica… tutte in ordine sparso a rotazione ma anche tutte insieme…
Un grande grazie a Renato che mi ha prestato la sua splendida Beta Rev 3 (..che è tornata intatta), al fratello Peo e alla sua confraternita di Cavalieri eroici, nonchè a Fabrizio che in un paio di occasioni è sceso dalla sua cavalcatura verde per darmi una mano nei momenti difficili.























