Il mio lavoro, il mio enduro

Il mio lavoro, il mio enduro

adesso vi dico la mia.
Tanti, troppi anni a sfogliare riviste specializzate e a pigiare il kickstarter dlla mia vespa125pxdel1981. E sognare che dopo aver inserito la prima questa mi parta con l’anteriore ad un palmo da terra in accelerazione.
L’università.
Poco tempo. Pochi soldi. NIENTE SOLDI.
Poi finalmente i primi soldini lavorativi.
Che fare….la moto o la macchina?
Tanti, troppi anni a sfogliare riviste specializzate.
Scelgo la moto.
Kawasaki ER5 del 1999 con pochi km e gomme originali indurite. Metto la prima ma questa non ne vuol sapere di alzarsi ad un palmo da terra in accelerazione. E la mia vespa se la ride. Stronza.
Allora che si fa? Un paio di trasferte con zavorra tette-munita al seguito, un paio di tornantini tirando fuori il ginocchio ma con la moto praticamente in verticale.
Comincio ad avere il sentore che all’asfalto non gli stia tanto simpatico.
Non contento, alla prima occasione da stupido tiro fuori 5000 euro (che la kawasaki se li spenda un medicine, perdinci!) e mi ritrovo una Z750 nuovafiammantegrigia sotto il culo. E se il gioco si fa duro…tiro fuori altri 1000 euro e mi guardo allo specchio vestito come un deficiente con tuta in pelle nera, guanti, casco tamarro e stivali che lo storpio di PULP FICTION al mio cospetto sembra un impiegato delle poste.
Passano pochi mesi e tra una curva e una tirata oltre i 200 km/h (in circuito, no…. :-) ) mi rendo conto che le saponette della mia tuta sono solo sporche di moscerini e perdo più tempo per la vestizione-svestizione che in sella.
E consumo un botto in benzina e manutenzione.
E non sono contento.
(tra l’altro la zavorra anzicitata è incazzatissima perche la Z750 è scomoda e dopo pochi km vuole scendere o guidare)
Ma che fò?
Tutti i miei amici alle 13,00 di ogni domenica sono li al bar che si congratulano a vicenda per aver preso tutta la gomma in curva. Alle 13,20 arrivo io. Per ultimo.
All’asfalto gli sto proprio antipatico.
Finalmente (?) una mi trovo una macchina che mi viene difronte in curva. Sulla mia corsia. Dopo un sorpasso.
La scanso.
Mi fermo.
Grazie a Dio sono ancora vivo e non mi sono cagato sotto.
Torno a casa e lascio la moto in garage.
Per 3 settimane.
Poi la vendo a 4 soldi macchissenefrega.
La mia vespa ormai è in preda ad un riso isterico che gli scappa benzina dal carburatore. Stronza.

Oggi sono il felice possessore-guidatore-cascatore di una WR450F del 2004.
E quando metto la prima lei si che si alza ad un…due…tre…quattro….palmi da terra in accelerazione!
Esco solo. Ma son contento. Tra i boschi si fanno tante amicizie. Crossisti, enduristi della domenica, mountainbaikisti, eccetera.
Adesso siamo in 5 che la domenica alle 13,00 al bar ci congratuliamo a vicenda per la bella caduta.
Sono felice. Sporco ma felice. Stanco ma felice. Senza ormai più una lira ma felice.
E quando il lunedì vado in garage a prendere la macchina per andare a lavoro, una carezza sulla sella della mia WR è d’obbligo.
Che fai vespa del [censurato], non ridi più adesso?

ONORE AGLI INFANGATI