Eroismo e dolore

Affrontare la mulattiera come se fosse la cosa più importante da fare, sopportare il dolore alle braccia, alle gambe e a qualsiasi altra parte del corpo per la sola gioia di arrivare…
Sudare al di sopra delle proprie possibilità, riuscire faticosamente a rimontare in sella dopo l’ennesima dolorosa caduta o entusiasmarsi come un bimbo dopo aver montato una nuova marmitta..
Sono tutte cose che ai più non è dato assaporare, finchè non ti avventuri nell’esperienza del fuoristrada "Eroico" certe sensazioni ti sono negate. Quando parlo di fuoristrada Eroico mi riferisco al fatto di incontrarsi in due o più, accendere e partire con lo scopo di inerpicarsi il più in alto possibile percorrendo la strada più disastrata possibile cercando di farsi meno male possibile.
Siamo lontani dagli agi dei big della specialità con elicotteri al seguito e paddock pieni di gnocche, sto parlando dei motociclisti sani, veri, divertenti e divertiti che sono capaci di lasciare spazio alla risata e alla sana presa per il culo nei confronti dell’ultimo arrivato, ma anche di calarsi nel fango fino alla vita per tirarti fuori la moto.
Non ci sono elicotteri ma telefonini che, il più delle volte, non agganciano il segnale (..tra le montagne non è mai facile comunicare).. ed ecco che il gruppo dei "cavalieri" è il nucleo centrale di una micro comunità mobile che condivide valori, passioni, emozioni e sudore.
Arrivare in vetta percorrendo una strada impossibile è un’immagine che si presta a decine di metafore con la nostra vita, ognuno si scelga la propria… In ogni caso al proprio ritorno ognuno avrà parecchie storie di sapore "Epico" legate a questa esperienza da raccontare .
Riccardo























